MICHAEL HUMPREY ESPLORA LA CONDIZIONE CONTEMPORANEA UMANA ATTRAVERSO IL SUO RUOLO.

2 ottobre 2018
by Christina Magnanelli Weitensfelder

Qual è il significato di essere un fotografo oggi, quando tutti hanno un dispositivo per fotografare?

1. Sì, è vero. Oggi tutti hanno un dispositivo per scattare foto, ma non necessariamente ciò significa che siamo tutti fotografi. In questo momento storico, la società ci dà l’illusione di poter essere quello che vogliamo. Le piattaforme sociali come Instagram, hanno contribuito a poter raggiungere tutto con un click, dichiarando il successo basato sui numeri, eliminando qualsiasi forma di rischio. Tuttavia, se eliminiamo il rischio, cancelliamo l’essenza dell’arte; è così semplice. A questo punto, nel tempo, la questione principale diviene il contenuto. Quindi, per tornare alla domanda iniziale, penso che il significato di essere un fotografo oggi debba scendere al contenuto. Come con qualsiasi grande libro, film, pittura o fotografia, è la sostanza che ci mantiene affascinati e alla fine supererà la prova del tempo. Qual è per lei la tendenza di oggi nella fotografia? 2. Io credo che la più grande tendenza nella fotografia, in questo momento, sia il ritorno delle nuove generazioni ai metodi di ripresa analogici, in particolare la fotografia a colori. Forse questa è la reazione più ovvia al ritmo implacabile della tecnologia di cui siamo stati testimoni negli ultimi decenni. C’è un forte stimolo a sentirsi in contatto con la realtà e immagino che, per chi è cresciuto esclusivamente nel mondo digitale, l’analogico possa far sentire meno superficiali e più vicini a un Zeitgeist, ad un nuovo spirito culturale dell’epoca. Per quanto possa sembrare strano, una bella immagine sembra finta, mentre una brutta immagine sembra reale. Tuttavia, personalmente, non ritengo che le riprese su pellicola siano esclusivamente ciò che rende speciale un’immagine. Io reputo l’esecuzione come parte puramente meccanica di tutto il processo, in cui il nucleo di tutto è il concetto. La fotografia è un prodotto oppure un’idea? 3. Penso sia entrambe le cose. Di fatto, per creare un’immagine, quindi un prodotto, è necessaria un’idea. Per quanto un’idea in sé non acquisirà mai un’identità tangibile senza diventare un prodotto. Inevitabilmente e con molta frustrazione di alcuni, gli artisti diventano un prodotto delle proprie idee; questo è stato un evento molto comune nel corso dei secoli per pittori e scrittori. La sfida cruciale per i creativi è rimanere pertinenti senza ripetersi e reinventando il loro lavoro di volta in volta. GALLERIA IMMAGINI Ci confidi 5 cose che le persone dovrebbero imparare del “mondo reale”, la sua visione del modo di vivere contemporaneo. 4. Desidero che il nostro stile di vita contemporaneo lasci più spazio alle persone per essere diverse in quanto sembra che stiamo andando verso un modo di pensare unidimensionale. Tendiamo a giudicare le persone istantaneamente, senza impegnarci ad estrapolare un pensiero critico. Il risultato è che questo confonde le persone, creando ansie e insidie, che spesso portano alla rottura dell’espressione individuale. A grandi linee, se dovessi pensare a cinque cose che ho raccolto dal “mondo reale” direi che: la storia si ripete senza fine, che dobbiamo diffidare della superficialità, producendo opere di rilevanza per il mondo in cui viviamo, per esporre cose che non dovrebbero essere esposte e saper ridere di se stessi. Un progetto intenso che ha dato il titolo a momenti particolari? Ci racconti qualcosa della sua vita privata come fotografo di New York. 5. Se dovessi confrontare il fatto di essere un fotografo con altre professioni, farei il pugile o sarei un soldato. Entrambi richiedono enorme quantità di autodisciplina, la preparazione per un futuro potenzialmente imprevisto e la modestia. Lungo la strada ho incontrato fotografi così concentrati su se stessi, che hanno perso il loro senso della realtà. Poiché la maggior parte della mia ispirazione viene dalla realtà e dalla vita in generale, è fondamentale che il mio lavoro sia adeguato al contesto storico in cui ci troviamo. Ultimamente, mi sono lasciato affascinare dal narcisismo e di recente ho iniziato un progetto coinvolgendo me stesso chiamato “Il dottore dei tuoi sogni”. Volevo essere un giocatore attivo nelle foto e voyeur allo stesso tempo, trovo molto eccitante combinare questi due elementi insieme: una fetta di me stesso e una fetta di realtà.

Massimo Capaccioli, lo scienziato ai confini dell’universo

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