Luca B, un uomo (di parola)

Nel 1972 esce e se ne va, chissà dove, uno degli uomini che più ha segnato l’Editoria italiana, Gian Giacomo Feltrinelli, o l’uomo della parola (lui afferma modesta) su carta. Ma è anche l’anno in cui, in Italia, escono tantissime pubblicazioni di carattere fantascientifico, in cui si immaginano nuovi mondi (possibili). Ma è anche l’anno di Empirismo eretico raccolta di saggi di Pasolini e l’Anti Edipo di Deleuze e Guattari sul Capitalismo e schizofrenia. Mi soffermerò su quest’ultimo, visto il momento storico. Siamo nell’Anno della Pandemia da Covid-19 e, i pensieri di molti, non sono orientati ne orientabili solamente sulla diffusione del entità biologica con caratteristiche di parassita obbligato del terzo Millennio.

Oggi esistono vari Medium, tra cui il web. Luca B, classe 1972, si muove tra carta, parola e onde sonore (radio,web). Volete sapere di cosa parla?

Cosa è oggi la Parola parlata: uno smantellamento, dal quale ripensare e reinterpretare il ‘Messaggio’ di MCLuhan e andare poi verso l’Uomo ‘Antropocentrico’ di Jacob Burckhardt o un semplice ‘c’ero anche io’?

Credo che indipendentemente da tutto ciò che possa sembrare oggi, la parola, oramai è considerata soltanto per il suo termine, decisamente riduttivo. Già nell’evocarla viene sprigionata una potenza energetica vibratoria capace di oltrepassare i limiti della mente, poiché con la sua sonorità essa raggiunge le zone più recondite delle coscienze risvegliandone il potenziale … non mi preoccupo di affermare “c’ero anch’io”, quello che davvero conta è riuscire a trasformare il paradigma contemporaneo attraverso la forza del cuore.
In fondo non mi è mai interessato esserci o meno, ma ripristinare un qualcosa di veramente reale che oggi rischia di perdersi nell’addormentamento globale di tutte quelle menti “anestetizzate”.

Cultura e tecnologia. Parallele che non si incontreranno mai? O sodalizio indissolubile?

Oggi è una realtà più che consolidata, ma non tanto per la considerazione dell’evoluzione dei tempi, bensì per la capacità strutturale e cavillare presente nel sistema. Penso che le due realtà si possano incontrare viaggiando pari passo, imprescindibile che coloro che decidano di portare “la voce del verbo” lo facciano con estrema connessione del cuore affinché il contenuto possa essere accreditato da una costante e continua consapevolezza. Ovviamente prestando la massima attenzione ai contenuti divulgati, e soprattutto senza perdere mai di vista il fine e la visione globale di unione. Ciò che è determinante in questo processo a mio avviso, è proprio rendersi responsabili del messaggio divulgato. Quindi l’obbligo, in assoluto, deve essere assunto alla sorgente dello stesso, per rendere determinante il significato di una comunicazione chiara e consapevole.

Globalizzazione. Una parolaccia, un’opportunità? La domanda esatta alla quale vorrei arrivare è: le Contaminazioni esaltano, evolvono, disperdono?

Credo non sia poi così importante l’opinione del singolo, terrei a precisare che quello che davvero mi sta più a cuore come mission è riuscire ad evitare la “separazione” tra cuore e anima del genere umano. Ciò che mi turba è osservare l’insieme di argomenti ‘buttati giù qua e là’ senza alcun filo logico, tra web e carta, ahimè privi di contenuti ma pubblicati soltanto perché scritti da qualcuno che, siccome noto, detta le regole nel campo dell’informazione.
Sulla globalizzazione: se continuiamo a separare gli uomini, che in realtà sono tutti fratelli, come si può chiamare globalizzazione questa cosa che si sta attuando? Credo che qualunque contaminazione o collaborazione possa di gran lunga generare un indotto culturale e relazionale molto più importante di quello che si possa immaginare: la fusione di anime evolute con il fine della comunicazione e non della disinformazione, può davvero cambiare la storia, e di questo ne sarò sempre un assiduo sostenitore.

Perdonami la retorica, e i giovani, a cui in molti hanno fatto credere che la lingua e la parola sono inutili, ai ragazzi che ci hanno creduto, cosa raccontiamo adesso?

Credo fermamente nei giovani, soprattutto perché formare dei ragazzi consapevoli con ideali solidi e chiari fondati sull’amore e sulla fratellanza possa di gran lunga determinare un futuro garantito per il paese-mondo nel quale viviamo. Non vorrei sembrare scontato, ma i giovani d’oggi saranno il futuro di domani, e per futuro intendo soprattutto la formazione di una classe politico/sociale che governerà il nostro mondo. Insomma: la parola scritta ed il dialogo non dovranno e non potranno mai essere sostituiti da tutto ciò che oggi viene chiamato progresso tecnologico, poiché quest’ultimo è solo il risultato dello sviluppo industriale. Insegnare ai nostri giovani e formarli responsabilmente invece, ci permetterà di educarli profondamente e a far sì che non debbano mai sentirsi inferiori a nessuno, né tantomeno a delle macchine, perché nessuna macchina potrà ma sostituire l’umano senziente. In alcun modo nessun dispositivo avrà mai la capacità di relazionarsi con le persone in base ad un criterio empatico/sociale, ma soltanto di decidere “meccanicamente” il destino di quest’ultime, attraverso un algoritmo calcolato per arrivare ad un numero ipotetico X, a sua volta stabilito e programmato, da un “essere” assolutamente privo di scrupoli e di coscienza!

Ci incontriamo tra Venti anni?

Si certamente! Tra vent’anni scopriremo chi davvero aveva intrapreso un percorso di risveglio per uscire dal condizionamento mediatico, sociale e politico che oggi, ma ormai da diversi anni continua imperterrito a soggiogare le menti più vulnerabili degli esseri umani, manipolandoli subdolamente e facendo leva sulle loro debolezze ataviche, utilizzando strategie di PNL abbinate a veri e propri “lavaggi di cervello” ripetendo notizie drammatiche e destabilizzanti in fasce orarie programmate, seguendo precise sequenze numeriche, attraverso le quali si insediano “veri e propri virus” psichici, proprio perché, conoscendo le leggi fisico quantistiche, alla quale l’intero pianeta ed oserei dire l’universo e legato dall’energia stessa. Quindi chi davvero può comprendere? Lascio a voi la libertà di pensiero, anche se credo che affidarsi sempre e soltanto all’energia sacra del cuore, sia in assoluto la miglior soluzione! E qui cito un mio aforisma: “dovrai imparare a galleggiare anche all’inferno, così quando raggiungerai il paradiso riuscirai anche a volare” …

Ringrazio in particolar modo Luca, per aiutarci come guida nella tempesta.

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