La dimensione della sfida

14 maggio 2020
by Fabrizio Fraboni Baroni

Nei circuiti di Magione e di Imola, durante i suoi allenamenti, ho avuto modo di avvicinare Diego Locanto, pilota emergente nel panorama delle corse Porsche, e di confrontarmi con lui su alcuni aspetti che riguardano la sua passione per la velocità. Diego, cresciuto nell’ambiente della pallavolo sino a raggiungere la seria A, rappresenta il campione di quel particolare tipo di essere umano che ama sfida sopra ogni cosa. La ama al punto tale che, raggiunta la vetta del successo, ha bisogno ogni volta di reinventarsi e di trovare nuovi stimoli per la sua esistenza. Dai sui pensieri e dalle sue parole emergono interessanti materiali di riflessione sulla vita, sul lavoro e sull’amore.

La differenza in pista è fatta di dettagli. Courtesy: DLRacing
La differenza in pista è fatta di dettagli. Courtesy: DLRacing

L’attitudine per la competizione è scritta nel DNA?
La competizione c’è l’hai nel sangue e con l’esperienza si impara a canalizzarla in energia positiva la quale è propedeutica al raggiungimento gli obiettivi più difficili.
T’interessa maggiormente la vittoria o la sfida?
Entrambe sono fondamentali per me.
Qual è il fattore che fa la differenza fra colui che arriva primo e tutti gli altri?
Arrivare primi è sempre il frutto di un grande lavoro che in pochi hanno la costanza di portare avanti. Tale lavoro infatti conduce spesso porta a grandi privazioni.
Che ruolo ha la fortuna nel risultato finale?
La fortuna non esiste, ci sono solo situazioni da cogliere e per farlo devi sempre essere pronto (Carpe diem).
Descrivici la sensazione che si prova nel guidare a 300 km all’ora.
Lo so che sembrerà a molti assurdo, ma correre a 300km orari mi rilassa e mi spinge a cercare i miei limiti di uomo. Sempre.
Esistono molti piloti giovani ed “affamati” di successo. Li affronti con quale mentalità?
I giovani nel Motor sport sono oggi la normalità, mentre chi compete con loro partendo come me a 45 anni e senza aver fatto nessuna delle esperienze necessarie (kart, formule e gare di approccio) ho è fuori di testa, o ha grande cuore. Io appartengo alla seconda categoria.
Cosa consiglieresti a un giovane che cerca la vita attraverso la competizione?
Di non mollare mai! Soprattutto nelle difficoltà che, se superate, creano gli uomini vincenti.
Come si prepara un pilota per l’ultima gara?
L’ultima gara si prepara come tutte le altre e con la consapevolezza che dipende tutto da te e mai nulla dagli altri.
Esiste un circuito al quale sei particolarmente affezionato e uno dove non vorresti mai correre?
Quando corri su più circuiti ci sono sempre delle differenze più o meno favorevoli. Io voglio sempre credere che la cosa fondamentale siano l’approccio e la preparazione le quali determinano il risultato finale.
Hai già un idea di cosà ti piacerà fare quando anche questa attività sportiva non sarà più in grado stimolare più la tua voglia di vivere?
Non so … adesso penso solo a colmare il gap con chi va più forte.
Che dimensione di se stesso scopre un uomo durante una competizione, ha un’influenza su tutti gli altri aspetti della sua vita come lavoro e amore?
Quando dai tanto alle tue aspirazioni chi ti sta vicino spesso si sente trascurato e questo è uno dei motivi per cui molti diminuiscono l’intensità rinunciando in tutto, o in parte alle, proprie aspirazioni. Io non voglio farlo e non lo farò. Ci sono e ci sarò sempre per tutte le persone che mi vogliono bene, ma gli stessi devono accettarmi per ciò che sono.

UN GUERRIERO…


Diego Locanto Courtesy: DLRacing

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