Ivailo Stanev-Álavarez: Se ci può piacere una certa fotografia onesta.

1 Giugno 2018
by Christina Magnanelli Weitensfelder

PLAY BOY, MAXIME, ESQUIRE SONO ALCUNE DELLE PUBBLICAZIONI PER CUI LAVORA. Ivailo Stanev-Alvarez, non basta dire che piace e basta, Ivailo è uno di quelli che dà senso allo scatto fotografico. Fotografo e photoeditor, a me ha colpito la sua capacità di rubare i sogni, restituendone la possibilità di utilizzarli ogni volta, basta avere una sua foto sotto agli occhi.


© Ivailo Stanev-Álvarez

Innanzitutto, quando ti sei interessato alla fotografia? Cosa l’ha suscitata e quando hai deciso che era quello che avresti fatto?

– Ho iniziato a provare la fotografia durante la scuola media, quando sono entrato in un laboratorio fotografico per curiosità. Più tardi, ho iniziato a studiare disegno grafico alle superiori, ma continuavo a nutrire la stessa curiosità per la fotografia. Nel corso del tempo è diventata il mio interesse principale e prima di laurearmi decisi che sarebbe stata la mia via. Ed infatti fu così, è quello che faccio da professionista da oltre 20 anni.

La più grande ispirazione?

– In diversi periodi della mia vita sono stato ispirato da cose diverse. Non posso dire che per me c’è solo una unica fonte d’ispirazione. Dipende tutto dai miei stati d’animo, dalle mie emozioni, dal posto in cui sono, dalle persone che mi circondano, dalle esperienze della mia vita, da ciò che mi sta succedendo, da ciò che sto vivendo. Pertanto, ho ispirazioni diverse in base ai progetti. E forse la mia più grande ispirazione rimane da sempre l’emozione e l’eccitazione per quello che faccio.


© Ivailo Stanev-Álvarez

Che macchina fotografica usi la maggior parte del tempo?

– Nel corso degli anni, ho cambiato molte macchine fotografiche. La fotocamera è un tipo di espressione. Per il fotografo, è come il pennello per l’artista. Preferisco le macchine piccole, quelle luminose, e facilmente trasportabili, per potermi muovermi agilmente. Molto spesso nel mio lavoro commerciale devo usare macchine fotografiche grandi e pesanti come la Hasselblad per esempio, ma in tutti gli altri casi la dimensione è una delle condizioni principali a guidare la mia scelta. Forse negli ultimi due anni, le fotocamere che ho usato più spesso sono Contax G2 e Olympus Pen F.


© Ivailo Stanev-Álvarez

Hai studiato fotografia o ti reputi un autodidatta?

– Ho iniziato con un workshop di fotografia. I laboratori, durante i miei anni scolastici, erano una sorta di formazione fotografica. Abbiamo fatto dei test, abbiamo studiato teoria, siamo andati alle competizioni e abbiamo praticato molto. In seguito, mi sono iscritto all’Accademia Nazionale di Teatro e Arti Cinematografiche di Sofia. Ho studiato lì per un breve periodo. Non mi sono mai laureato. In quegli anni, nella Bulgaria post-comunista, si respirava aria di crisi e lotta per la sopravvivenza. Ho affrontato un dilemma: lavorare e mangiare o studiare. E poiché ero giovane, da solo e non avevo risorse economiche e l’opportunità di studiare e lavorare allo stesso tempo, la mia sopravvivenza fisica divenne priorità e lasciai gli studi. Tuttavia, queste circostanze non mi hanno impedito di studiare. Al contrario, mi hanno reso sempre più curioso e ricercatore. Studio ogni giorno guardando le immagini, leggendo letteratura, comunicando con i fotografi, interessandomi a tutto ciò che accade nel mondo della fotografia.


© Ivailo Stanev-Álvarez

Come descriveresti il ​​tuo lavoro a qualcuno che non l’ha mai visto?

– Se devessi esprimerlo in una parola, direi che è passione. Amo il mio lavoro, ho trasformato il mio hobby in una professione. Quello che mi piace di più è fotografare le persone, lavorare con loro. Guardo spesso e osservo gli estranei per le strade. Posso farlo per ore. Le loro relazioni, comportamenti, reazioni, sono davvero interessanti per me. La verità è che le persone sono sempre presenti nella mia fotografia, sia personale sia commerciale.

Esiste una foto di cui vai più fiero?

– Una domanda complessa. Non penso di averne una in particolare. Le immagini sono come i bambini – non puoi dare più importanza all’una o all’altra. Amo il mio lavoro e le cose che faccio, ed è molto complicato dire che una foto ha più significato per me rispetto all’altra. Forse, se guardassi il mio lavoro dal punto di vista del “genere”, potrei fare una sorta di selezione delle immagini, ma è comunque molto difficile per me scegliere. Mi capita spesso di scovare vecchie fotografie realizzate nel corso degli anni e vederle poi sotto un’altra luce, e scoprire in esse qualcosa che non avevo notato prima. Penso che questi momenti siano molto più importanti e sicuramente per me i più eccitanti.


© Ivailo Stanev-Álvarez

In che misura ricorri ai ritocchi per le tue foto, ti piace usare Photoshop? Lightroom? Aperture? Come ti piace lavorare le tue foto, come ad esempio aggiungere certe curve?

– Penso che il lavoro del fotografo sia vedere le cornici, lavorare con la luce e catturare ciò che vede. Il post-lavoro e il ritocco sono una questione di abilità informatica non tanto di lavoro fotografico. In questa epoca tecnologica, è permesso al fotografo di apportare lievi modifiche alle sue foto, per integrare qualcosa che ha mancato durante lo shooting, a causa della fretta o della mancanza di tempo, per apportare quindi alcuni miglioramenti. Sono un sostenitore della fotografia pura, ma sfortunatamente molto spesso nei miei progetti commerciali, nella pubblicità e nella moda, è necessario che le mie foto vengano sottoposte ad un notevole post-lavoro aggiuntivo. Raramente mi occupo di questo. Preferisco usare i servizi di ritoccatori professionisti. Per quanto riguarda i miei progetti personali, la fotografia è come l’ho scattata. Non tocco o manipolo nulla sulle mie immagini, e questo le rende più preziose e più reali per me. La fotografia di oggi è associata a troppe, troppe elaborazioni e talvolta le immagini assomigliano all’animazione, qualcosa che non mi piace. La fotografia deve essere vera, e il fotografo deve essere onesto.

Qualche ultima parola di saggezza che vorresti condividere?

– Il lavoro del fotografo e delle sue foto racconta e mostra la sua vita. Come viveva, cosa sentiva, che tipo di persone conosceva, che musica ascoltava, quanti libri leggeva, che tipo di cibo mangiava. E tutto ciò che il fotografo mette nel suo lavoro. Una foto non è solo un’immagine scattata e documentata. È il risultato di molti anni di miglioramento – professionale e personale.


© Ivailo Stanev-Álvarez

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