Biography

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Francesco Magnanelli

Classe 1942, nel luglio 1944 salta sulle reti dei letti nella cantina-rifugio di Jesi (AN, ITALY) durante un bombardamento e tenta di salire sul terrazzo all’ultimo piano per vedere lo “spettacolo”.
Passata la guerra la madre Carmelina gli mostra come disegnare con il gessetto su una lavagna; il padre Marcello negoziante, integra le merci da vendere per il Natale costruendo alcuni aerei giocattolo (Macchi 202) in legno verniciandoli in colore alluminio-verde e muso rosso ed insegne in carta lucida colorata.
Francesco disegna con i gessi sull’asfalto del terrazzo e con la carta carbone copia dalla “Gazzetta dello sport” le Ferrari delle Mille Miglia...
La zia Martina lo porta al mare: affascinato dal colore (verde? marrone?) delle onde prende le matite colorate (scatoletta “FILA Giotto n. 6 colori”), ma non riesce a riprodurlo e abbandona.
Marcello, appassionato di falegnameria e meccanica, porta Francesco all’aereoporto militare di Jesi dove assistono alla fragorosa messa in moto ed al decollo di un argenteo trimotore SM82 (trenta metri di ali, piuttosto grande per un bambino), mentre passa a volo radente il tuono di un aviogetto “panther” (US Navy) blu scuro, che sale in candela scomparendo sopra le nuvole!
Di ritorno da un campeggio scende dall’autobus a Treviso con un permesso per visitare la base aerea; un pilota lo fa arrampicare sui gradini a scomparsa fino al sedile di un caccia F86K ed assistere alla partenza: il rumore del post-bruciatore fa tremare il terreno!
Diplomato geometra, nel ‘62 va a lavorare a Milano in un’azienda di progettazione tecnica e lì vede un impiegato che lavora facendo grandi disegni a colori.
Su un giornale nota che la carrozzeria Bertone bandisce un concorso per il disegno di un’auto tipo ‘gt’; pur senza esperienza partecipa ed il suo disegno viene pubblicato definendolo “originale” sulla rivista “style auto”, insieme ad altri sette (su settecento).
Raccoglie i disegni fatti da ragazzo (auto ed aerei) e si presenta presso alcuni studi di architettura milanesi; alcuni lo richiamano. Lavorando con architetti a Milano accumula esperienza di progettazione e design, dalla prefabbricazione edilizia all’arredo di grandi uffici e di yacht, oltre che urbanistica, e gli consente di coltivare la passione del disegno a colori quando prepara gli elaborati per la presentazione e pubblicazione dei progetti (per fare i rendering non c’erano i computer).
Conosce una ragazza del Vorarlberg (AUT) e vivono a Milano.
Hilde con il suo “Heim”, una cultura dell’ambiente di vita diversa da quella italiana, porta a Francesco un contributo integrativo nel suo lavoro.
Dopo venti anni passati a Milano si trasferiscono nelle Marche; qui l’attività lavorativa continua per altri venticinque anni e poi Francesco, immerso negli splendidi colori (e nei lavoretti giardino-agricoli) del dolce paesaggio collinare, può dedicare più tempo al disegno degli aerei.